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Un rapporto di coppia non può essere analizzato in anticipo, basandosi unicamente sui rispettivi caratteri e sulle rispettive esperienze. Le interazioni nella coppia fanno emergere una grande quantità di variabili e, inteso in questo senso, il rapporto può essere considerato una catena di incognite. Vi sono, tuttavia, alcuni valori di base che possono contribuire grandemente affinché il rapporto stesso sia stabile, sano e, soprattutto, sereno. Tra di essi, includo il rispetto per l’altro, la comunicazione con l’altro e la disponibilità al confronto.

Prendiamo in esame, brevemente, questi valori.

Rispettare l’altro vuol dire, essenzialmente, non avere nei suoi confronti comportamenti che non si vorrebbero subire. Se si accetta questa valutazione appare chiaro che il rispetto rappresenta, più che un singolo valore, una categoria di valori. Il rispetto è di sostegno, anzi, di rinforzo alla fiducia che, a sua volta, è il legame che più direttamente unisce la coppia.

Fiducia deriva da “fidere” (avere fede, credere in qualcosa/qualcuno). Per cui fidarsi di qualcuno vuol dire, se consideriamo il significato originario, non “essere sicuri che non ci tradisca”, che è la situazione più comune in cui si parla di fiducia, ma, piuttosto, sperare che il qualcuno in questione sia la persona che ci completi. Dico questo perché, secondo me, una persona cerca sempre un partner che sia complementare, che lo completi. Ovviamente ne è cosciente solo quando ha una consapevolezza di se stesso che non si limiti ad affermare io esisto, ma che, invece, lo porti a dire io sono. Esistere ed essere, due condizioni anch’esse complementari, ma non sempre conosciute entrambe. Se posso dire io sono posso anche mostrarmi al partner nel modo più completo. Difatti, se conosco me stesso so cosa mi manca, so in cosa posso migliorare, e so cosa cercare nel partner; e non potrà essere una persona che non mi accetta per quello che sono. E’ una semplice relazione consequenziale: se mi mostro in tutto e per tutto, la persona che non accetta aspetti di me non accetterà mai me come partner.

E a questo punto diventa importante il valore della comunicazione con l’altro.

Affinché un rapporto funzioni è necessario che tra i componenti della coppia ci sia uno scambio di informazioni frequente, se non continuo. Informazioni di qualsiasi genere, beninteso, positive e negative. Infatti, se non comunico al partner che un dato comportamento, un certo atteggiamento o un determinato modo di parlare, per esempio, mi mettono nella condizione di non stare bene nella coppia, non posso certo aspettarmi che l’altro lo indovini o lo capisca. Quante volte si dissimula perché si pensa che una critica possa ferire l’altro? In realtà è proprio questo uno delle cause più frequenti di rapporti difficili. Se i problemi vengono portati alla luce nel dialogo (durante il processo del comunicare, appunto) si ha l’opportunità di risolverli nel più breve e migliore modo possibile; quando, invece, si evita di parlarne, non si ottiene altro che scambiare una folata di vento con una tempesta, perché qualsiasi problema, se messo da parte senza essere risolto, mette radici e cresce, spesso trasformandosi in dubbio e sfiducia, rodendo il rapporto alla base, tagliandogli, per così dire, le gambe; e senza gambe non si può andare da nessuna parte. D’altro canto è importante anche la comunicazione positiva. Per esempio, complimentarsi col partner per la cena è un modo di comunicare; esprimere soddisfazione per un traguardo raggiunto dal partner è un modo di comunicare. Gli esempi sono infiniti. La reazione del partner può essere positiva o negativa, a seconda del messaggio e del modo in cui lo si comunichi, ma è sempre preferibile una reazione negativa, a cui seguono chiarimenti, piuttosto che nessuna reazione dovuta alla paura di comunicare.

Un problema non affrontato tende sempre a crearne altri.

Il legame che unisce comunicazione e confronto è palese. Se c’è l’una, c’è anche l’altro, e viceversa. Non esiste comunicazione nella coppia senza un confronto, così come non esiste un confronto se non c’è comunicazione. E’ mia ferma convinzione che la disponibilità al confronto sia la componente più importante in un rapporto di coppia. Infatti, se sono disponibile a confrontarmi lo sono perché non ho nulla da nascondere (sincerità), perché voglio che i problemi della coppia, se e quando sorgono, siano risolti in fretta, in modo da non creare, in seguito, ostacoli più difficili da superare (dedizione), perché so che la persona con cui mi confronto è la persona che mi completa (fiducia) e perché so che nel confrontarmi non nasconderò nulla (onestà), perché se il partner mi ha accettato lo ha fatto conoscendomi a fondo.

In definitiva, sincerità e dedizione, fiducia e onestà sono, per me, i quattro “pilastri” alla base di un rapporto che funzioni.

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