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Sospeso in grigiore sconfinato
inseguo pura conoscenza.
La mente s’apre all’imo,
a più lieve stimolo risponde violenta.
Si svuota mentre s’empie
di pari passo.

Ovunque l’occhio scorge
bianca disperazione,
preludio al mondo folle
in cui tuoni illuminano l’aria
seguiti da lampi assordanti,
quiete son l’onde in tempesta
e ferma è la foglia caduta.

Percorron cieli piedi malfermi
e passi risolvono in stasi,
con mani inabili al tatto
ed occhi che sentono il vento
cercando profonda saggezza,
il lume d’eterno diamante.

S’ama l’odiato e l’amato s’odia,
l’acqua cristallina secca la pelle,
ragione non lega col vero reale
è non lungi pazzesca follia
seppur sottile ma fermo
rimane un filo a legare.

Cadute ad ogni pié sospinto
accolgono il povero viandante
nel mondo che crea visioni
di sogni distorti e folli
speranza mal riposta
in Fato crudele d’inganni.

Sempre più la spirale avvolge
spingendo in fondo al ciclone
l’ignaro viaggiatore di mondi
sperduto nell’altrui sogni,
confinato in possibilità impossibili
incapace d’uscirne quanto d’esserci infelice.

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