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Molto spesso le difficoltà che la vita pone sul cammino di una persona diventano, se non risolte per tempo, insormontabili. Queste difficoltà sono strettamente legate all’esperienza di vita di ogni individuo, tanto che è praticamente impensabile costruirne una casistica completa ed esauriente.

A cosa sono dovuti questi colpi della sfortuna? La vita è davvero così tanto difficile?

Io penso che, fondamentalmente, quello che rende la vita difficile siano le aspettative con cui le persone la affrontano.
Quante volte una scelta è presa solo in funzione di quello che si vuole ottenere?
Sempre, credo, altrimenti non esisterebbe l’occasione che impone di prenderla.
Ogni scelta, ogni decisione, è legata indissolublimente alle aspettative.
Quindi se la vita sembra difficile e ingiusta è solo perché si hanno delle aspettative non coerenti con quello che effettivamente si può ottenere.
Ci si aspetta troppo da se stessi, dagli altri o dalle circostanze, insomma.
E come si fa a capire cosa si può ottenere?
È abbastanza semplice: bisogna conoscere se stessi, conoscere i propri limiti e le proprie capacità, saper riconoscere se esiste la possibilità che un nostro desiderio possa realizzarsi.
Sembra difficile, e lo è, ma non è impossibile: alla base di tutto c’è l’onestà con se stessi.
Uno dei peggiori difetti che una persona possa avere è quello di conoscere le proprie mancanze e di tentare di giustificarle, tendendo a minimizzarle, a privarle d’importanza.
Invece, sono parti fondamentali della personalità!
L’eccessiva auto-indulgenza (“sono fatto/a così, che ci posso fare?”) è solamente un’artificiosa stampella psicologica preventiva che nasce dalla pigrizia intellettuale, atta a giustificare a priori qualsiasi errore o fallimento. È un voler mettere le mani avanti per non prendersi la responsabilità per l’esito delle proprie scelte. Spesso è anche un modo per difendersi dalle delusioni (“tanto lo sapevo che andava a finire così”, quante volte lo si sente dire?).
Non è così che funziona.
I miei difetti li conosco, e li accetto, perché sono parte di me e devo tenerli presenti quando prendo una decisione importante.
Ecco, accettare, è questo che la maggior parte delle persone non riesce a fare. Accettare non vuol dire subire. Accettare significa prendere le cose come arrivano, assegnando loro la giusta importanza (non mi stancherò mai di ripeterlo) ed agire di conseguenza.

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