Tag

, , , , , , , , , ,

Sarà capitato a ognuno di voi di esprimere una critica su qualcosa che ha letto.
A volte ci si limita a dire che la cosa in questione non piace, altre volte si usano toni aspri per dire la stessa cosa, altre ancora si cerca di entrare nel merito della questione.
Ma quale che sia il modo prescelto una critica rimane, prima di tutto e sopra ogni considerazione, l’espressione di un’opinione assolutamente personale e soggettiva.
Una critica, se fatta in pubblico, non è, a sua volta, esente da critica, sia dalla persona che la riceve, sia dalle persone che invece decidono di schierarsi a favore della bontà dello scritto criticato.
E in quel caso l’autore della critica deve, a sua volta, accettare l’eventuale replica alla sua critica (una sorta di critica alla critica, se vogliamo).
Questi sono fatti comunemente condivisi ed accettati dalle persone assennate, ovunque ed in qualsiasi tempo.
Ma… le cose sono un po’ diverse quando una persona comune critica un personaggio pubblico, almeno questo è quanto si evince dalla mia esperienza.

Un paio di giorni fa ho aspramente criticato il post che un giornalista, per riservatezza lo chiamerò Max Grammy, ha pubblicato sulla sua pagina facebook, un post che ho trovato privo di senso, forzato e carico di ironia spicciola e da due soldi, ragion per cui mi sono permesso di commentare il post.
Specifico, per evitare equivoci, che ho spesso letto scritti di questo giornalista, commentandoli sia quando mi piacevano che quando li trovavo deboli, e mai, come è d’uso tra i personaggi pubblici, un mio commento è stato ritenuto degno di considerazione.

Però, si sa, le cose possono sempre cambiare, e così è stato!

Lo stesso giorno in cui ho scritto il mio commento, in tarda serata, vengo a sapere da un’amica che Max Grammy mi aveva risposto. E che risposta! Non si era limitato a replicare al mio commento… no.
Aveva dedicato un post sulla sua pagina al mio commento, riportando lo stesso e citandomi per nome e cognome.
Già la risposta di per sé è stata un evento straordinario, ma ritrovarmi anche menzionato per nome e cognome mi ha addirittura lasciato di stucco. Il tutto, trattandosi di un post della pagina, in pubblico e senza avere l’educazione di avvisarmi della cosa.

Nel post di cui parlo, Max, dunque, riporta il mio commento e decide di dare una lectio magistralis sulle differenze dei generi giornalistici. Perché, dovete sapere, una inchiesta è diversa da un editoriale o da un corsivo. E dovete sapere anche che il corsivo è, per definizione:
“un genere giornalistico con delle regole precise. Un’opinione soggettiva che racconta un fatto attraverso un taglio particolare, spesso ricorrendo all’ironia per ribaltarne il senso e smascherarlo”.
Molto bene, penso io, allora la parte del mio commento che ha colpito Max Grammy è “Devi informare, non far ridere… informare, senza che si capisca cosa pensi tu, perché l’informazione VERA è a-personale”, e non il fatto che ho trovato il suo scritto talmente vuoto da far piangere i sassi, al punto da commentare con “totalmente privo di senso… questo sì che è scrivere quando c’è il vuoto di idee e solo per riempire la pagina… oppure è voler essere “originali” a tutti i costi?”.
Infine, non contento, Max mi concede il privilegio di non gradire i suoi scritti e mi invita, in modo nemmeno tanto velato, a leggere altro, se le sue cose non mi piacciono.
E poi è uno sterminio di commenti, ovviamente tutti in difesa del povero Max che, oltraggio tra gli oltraggi, è stato maltrattato dal solito “imbecille, mitomane, esaltato, saccente, saputello (e mi fermo qui…)”.

Dal momento che ho commentato in pubblico avrei accettato tranquillamente una risposta in pubblico, magari sotto forma di commento allo stesso post che avevo commentato io.
Mai mi sarei aspettato adirittura un post dedicato.
In ogni caso, quando ho saputo, ho risposto in modo semplice e diretto con le seguenti parole:
“Credo che questa sia la prima volta in cui un mio commento abbia centrato il punto, considerando che fosse stato davvero irrilevante non avrebbe ricevuto tanto di post esplicativo con citazione. Leggendo altri suoi post ho spesso riscontrato un senso di responsabilità nei confronti della notizia che in questo specifico non vedo.
Ritengo, altresì, che la facile ironia, per così dire, a buon mercato, non sia mai desiderabile, specie per una persona della sua levatura intellettuale.
Chiudo ringraziandola di aver ritenuto necessario trascinare il mio nome nel fango solo per orgoglio ferito.”

Dopo di che ho pensato fosse giusto scrivere un messaggio privato a Max Grammy, in modo da, eventualmente, sistemare le cose lontano dagli occhi di tutti (ha più di 180.000 seguaci della pagina).

Il mio messaggio è stato questo:
“Buonasera Signor Grammy,
ritengo doveroso inviarLe un messaggio privato perché da quando uso facebook (dal 2004) non mi era mai successo che un personaggio pubblico rispondesse in questo modo (di solito ci si limita ad ignorare qualsiasi commento).
Questa cosa, da una parte, mi fa piacere, perché significa che il contatto con chi La segue per Lei è importante, mentre dall’altro mi fa sorgere due domande.
Suppongo che Lei conosca bene l’esistenza dei messaggi privati su facebook, e suppongo ancora che Le sia capitato di usarli qualche volta, per cui mi chiedo: “Perché il signor Max Grammy ha ritenuto necessario addirittura citarmi per nome e cognome? Non era sufficiente (dato che si tratta dichiaratamente di una spiegazione, di un chiarimento) riportare il commento?”
Intendiamoci, non che la cosa mi dia fastidio, anzi… se di me si parla bene o male, l’importante è non sbagliare a scrivere il nome.
Vorrei solamente che ora lei completasse il Suo lavoro spiegandomi perché.
Non voglio credere che si tratti solamente di un ego ferito, o che Lei senta la necessità effettiva di leggere “sei grande”, “vai così” e sciocchezze simili…
In attesa di una Sua gentile risposta
Francesco Vitellini”

Il mattino dopo, con mia grande sorpresa, mi arriva la risposta:
“Caro Francesco Vitellini,
a parte il fatto che il Suo nome e cognome sono stati da me riportati correttamente, il Suo commento al mio post era un commento pubblico, e pubblicamente Le ho risposto.
Se desiderava una risposta privata, mi avrebbe potuto scrivere anche Lei in privato.
Non credo di averLa “trascinata nel fango”, come Lei denuncia; ho solo utilizzato il Suo commento come spunto per chiarire come la penso su quello che secondo me debba essere la cifra stilistica del Buongiorno.
Cordiali saluti
Max Grammy
PS. Sono onorato di essere seguito da uno dei pionieri di Thefacebook. Nel 2004, era iscritto a una università americana ?”

Una risposta chiara, precisa, easuriente e diretta, non c’è che dire. Sembra quasi di vedere la mano che scaccia la mosca fastidiosa…

Al che ho replicato con un altro messaggio (questo sì, da perfetto stronzo):
“Buongiorno Signor Grammy,
La ringrazio della risposta che, francamente, non mi aspettavo.
Che abbia finalmente trovato un giornalista che non è composto per il 70% di supponenza più un 30% di sufficienza? Si vedrà, ma ne dubito.
Credo che le due componenti siano presenti in quantità notevoli nella Sua risposta.

Prima di tutto, però, mi duole leggere che Lei non sia stato in grado di cogliere il senso di un’espressione ironica come “se di me si parla bene o male, l’importante è non sbagliare a scrivere il nome.”
Ma come? Tutti la osannano come il non plus ultra dell’ironia e poi mi cade su una frase fatta come questa? Considerando la qualità dei giornalisti italiani (con poche eccezioni) ero convinto che vi nutriste di frasi fatte e luoghi comuni… mi sarò sbagliato (o magari mi ha risposto di prima mattina, non ancora del tutto emerso dal sonno).
Ovviamente il mio commento era pubblico, e altrettanto ovviamente mi assumo la responsabilità di quello che scrivo, aspettandomi anche delle critiche (benché, ripeto, voi personaggi pubblici di solito tendete ad ignorare i comuni mortali). La cosa, però, mutatis mutandis, si applica anche a Lei, caro Signor Grammy (anche se ammetto che è difficile accettare una critica quando si è avvezzi a ricevere un peana per ogni sciocchezza che si scrive).
Quello che non avevo capito, e che continuo a non capire, considerando che la Sua è, a tutti gli effetti, una “non-risposta”, è perché ha ritenuto necessario citarmi quando il commento in sé, in forma anonima, era più che sufficiente allo scopo di spiegare la differenza tra generi giornalistici.
Lo trovo poco fine, diciamo, e più un tentativo di schiacciare una formica con una bomba atomica (per evitare altri fraintendimenti… è una metafora, una figura retorica… non intendo accusarla di possesso di armi di distruzione di massa).
L’essere “trascinato nel fango” è una situazione che si crea automaticamente in questi casi (post hoc, ergo propter hoc), che lo si voglia o meno, ma credo che “un grande” come Lei avrebbe dovuto immaginarlo (forse, l’idea di “rispetto” ad un giornalista è estranea per formazione e definizione, a meno che non si tratti di una mancanza dello stesso nei suoi confronti).
In chiusura una considerazione sul Suo post scriptum: il sarcasmo da due soldi del Suo PS. fa il paio con l’ironia da due soldi del Suo post di ieri, dato che è palese che si tratta di un mio errore di battitura (nel 2004 facebook non era accessibile dall’Italia).
Si tratta del 2007, in realtà.

I più cordiali Saluti

Francesco Vitellini

PS. Noto che ha correttamente citato il nome che Facebook aveva nel 2004… Complimenti!!!
Wikipedia docet.
PPS. Se a questo messaggio intende rispondere con “Se non Le piace quello che scrivo vada a leggere altro” (o equivalente), come ha già fatto nel post pubblicato in pagina, La prego di lasciar perdere e di evitare proprio qualsiasi risposta.”

Lo so, lo so, sono stato sarcastico e stronzo, al limite della maleducazione, ma che devo farci?
Se mi si tratta con supponenza e mi si prende per il culo (vedere il PS della risposta di Max Grammy) divento piacevole come un cardo nelle mutande o un’ortica tra le chiappe (per una volta perdonatemi il linguaggio).

Infine, nella serata di ieri, mi ritrovo con un altro commento di Max Grammy, una splendida arrampicata sugli specchi, in cui il povero giornalista maltrattato si chiede se effettivamente i suoi sforzi esplicativi mi siano stati utili.
Ma come? Il post non doveva spiegare agli “amici di FB” le differenze nei generi giornalistici?
Si è dunque trasformato in una lezione a mio beneficio esclusivo?
Tanta considerazione mi commuove su serio (anche se, apparentemente, è difficile non degnare di considerazione qualcuno che ti fa sclerare al punto da meritarsi un post personale personalissimo).

Poco fa ho ricevuto la risposta che, secondo il Signor Max, dovrebbe risolvere la questione:
“Sono un ignorante in materia di social, ma credevo che valesse la stessa regola che si applica sul giornale. Quando un lettore scrive, gli si risponde citandolo, altrimenti che senso ha? Hpo isolato il suo messaggio dagli altri perchè mi consentiva di chiarire la natura del Post a chi come lei continua a non capirla. Guardi che ricordo bene le sue parole. Lei no nha contestuale la qualità letteraria della mia satira, ma il fatto che fosse satira anzichè un reportage. Ha scritto che il giornalista nno deve far ridere ma informare. Quindi non ha criticato la qualità della torta, ma il fatto che fosse una torta. No ngiochbi cone le parole con me, caro poeta.”
(gli errori di battitura sono tali e quali al commento originale, riscritto per tre volte).

Se questo non è arrampicarsi sugli specchi!

Credeva che valesse la stessa regola che vale sul giornale?
Ma davvero, Signor Grammy?
Perché, giustamente, IO posso pubblicare sul giornale per cui scrive senza che la mia lettera venga valutata, censurata o modificata, vero?
Ha isolato il mio commento (e questo va bene) ma per sputtanarmi in pubblico (o, almeno, quello è l’effetto che ha avuto citandomi).
Ricorda bene le mie parole? Certo, ma solo quelle che vuole lei e che sono funzionali al suo scopo.

La mia risposta (e poi chiudo):
“Vede, Signor Grammy, trovo che la stessa esistenza di questo post sia una contraddizione piena di contraddizioni. Il mio commento doveva servire a spiegare qualcosa ai suoi “amici di FB”, salvo poi trasformarsi in un “mi chiedo se il Sig. Vitellini abbia capito e bla, bla, bla”, per arrivare ora a contestare lo stesso significato del commento. Per essere corretto lo riporto qui per intero:
“totalmente privo di senso… questo sì che è scrivere quando c’è il vuoto di idee e solo per riempire la pagina… oppure è voler essere “originali” a tutti i costi? Caro Grammy, tu non sei Crozza. Devi informare, non far ridere… informare, senza che si capisca cosa pensi tu, perché l’informazione VERA è a-personale…”

Passi la precisazione sul genere giornalistico, che mi era estraneo (e che, in ogni caso, non richiedeva una citazione non funzionale allo scopo dichiarato). Ma la prima parte del commento l’ha letta? Letta e compresa? Si riferisce al significato, non al significante, o meglio, dato che lei preferisce le metafore culinarie, si riferisce ai cioccolatini, non alla scatola.”

Riflessione:
Nel momento in cui un personaggio pubblico crea una pagina fb per condividere quello che scrive/canta/fa con i suoi fan, davvero non crede di poter ricevere delle critiche, se non delle offese vere e proprie? (A tal proposito consiglierei la pagina di tale F. Vento… un vero dizionario di insulti).
Ma davvero una persona non famosa non può esprimere il suo pensiero in merito ai “capolavori” pubblicati in bacheca sulla pagina di uno che, invece, famoso lo è?
Se è così perché creare una pagina allora?

Trovo anche indicativo il registro e il tono usati nelle varie risposte che il signor Max Grammy mi ha daato.
Leggo un uomo piccolo, che si sente in credito con la vita per qualsiasi cosa; leggo un uomo che ha bisogno dell’arroganza per sopravvivere, perché crede che senza soffocherebbe nella normalità; leggo un uomo con un ego enorme (sì, ancora più del mio), incapace di separare quello che è da quello che fa; leggo un uomo fondamentalmente solo, che ha fatto della spocchia una corazza, uno scudo; leggo un uomo che se non mi facesse pena potrebbe quasi farmi tenerezza (ho scritto quasi!).

Fatemi sapere cosa ne pensate

Grazie

Annunci