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Tutti amano lo slogan “pensate al futuro dei vostri figli”, ma solo molto di rado questi figli vengono davvero presi in considerazione quando si tratta di decidere anche per loro, riducendo la frase a pura propaganda.

Trovo che sia giusto cercare di capire chi sta dall’altra parte di questa locuzione, i figli, appunto, e a tal proposito propongo un articolo scritto da uno di loro, uno dei figli: Marco Bellandi Giuffrida, 15 anni, Cremona.

«Si sente spesso dire al giorno d’oggi che “i giovani non si interessano più di politica” e da questa affermazione nascono articoli di giornale, discussioni e dibattiti di ogni tipo, per dimostrarne la veridicità. Da giovane mi permetto di dire la mia su tale argomento e, per quanto mi riguarda, cercherò di confutare, per così dire, quest’idea.
Noi giovani ci interessiamo di politica, anche indirettamente.
Quando ascoltiamo un telegiornale o accediamo ai principali social network è quasi impossibile non imbatterci in una notizia o solamente in un titolo riguardante la politica. Inoltre, in qualsiasi famiglia ove viga un rapporto sereno e costruttivo tra genitori e figli, è normale che si parli di politica e che i genitori esprimano i loro pensieri circa ciò che avviene in un Paese. Dunque noi giovani possiamo crearci delle opinioni, per quanto influenzate dai media o dai genitori, e se poi è complice l’idea che “per capire la realtà è necessario saperla leggere con i propri occhi” possiamo addirittura formare delle opinioni personali, indipendenti da fattori esterni.
Perché tutto ciò avvenga sono necessari degli elementi di partenza, fondamentali per una corretta formazione di idee, e perciò ritengo che sia utile a noi giovani utilizzare i social network e le televisioni con un minimo di ragione, affinché diventino degli strumenti giovevoli e fondamentali e non si limitino ad una funzione di semplice svago.
Oggi più che mai, però, l’interesse di molti di noi verso la politica potrebbe venir meno, a causa degli scandali e delle varie vicende negative che la circondano e di conseguenza una parte di noi si sentono affini a movimenti “tsunamistici” che chiedono a gran voce novità, giustizia e legalità anche per mezzo di un repulisti generale.
Benché non condivida molti punti dei programmi che questi movimenti propongono e la mia idea di rivoluzione sia più vicina a quella manzoniana anziché a quella moderna, ho un gran rispetto per chi si riconosce in questi partiti perché, per aver fatto ciò, si deve essere necessariamente formato delle opinioni personali sulla base degli eventi che ha visto succedersi.
Per quanto mi riguarda, credo che sia necessario rinnovare la politica, eleggere nuovi volti e implorare riforme nuove, ma pur sempre mantenendo i nervi saldi e i piedi per terra e conservando sempre un interesse verso ciò che accade intorno a noi, leggendo giornali, consultando i programmi dei partiti politici e ascoltando le idee dei vari personaggi politici.
Io ho, in questo modo, fatto della politica una vera e propria passione e mi piace ascoltare ciò che i leader dei vari partiti dicono, riconoscendo le idee che secondo me sono giuste e le idee che secondo me sono sbagliate, e ho trovato in questo modo un partito che in parte mi rappresenta.
Sono anche convinto che l’Italia sia un paese troppo legato alle ideologie e troppo poco alla moderazione e alla razionalità. Le parole “destra” e “sinistra” sono sintomo di un’Italia divisa per il pensiero, molto di più di quanto lo siano altri Stati. Dovremmo andare al di là delle differenze e riconoscerci in un partito unico (questo è uno dei meriti che vanno dati al Movimento 5 Stelle) che sia allo stesso tempo moderato, razionale e formato da persone che abbiano un vero interesse per il mestiere del politico.
Purtroppo in Italia non esiste affatto un partito del genere e, a giudicare dagli ultimi eventi, siamo ben lontani da una possibile creazione.
Per tornare al discorso iniziale, credo che tutti noi giovani, anche se in misura differente, ci interessiamo di politica, abbiamo delle idee anche minime sulla politica, distinguiamo cosa secondo noi è giusto o sbagliato. Ovviamente l’invito che faccio a tutti è quello di cercare di capire di più di quello che si sa e di non coprirci gli occhi e seguire un partito o un personaggio politico che ci piace; in questo modo quando avremo in mano questo Paese saremo in grado di governare avendo fatto tesoro degli sbagli e delle buone azioni del presente.
Marco.»

A molti di voi, condizionati da esperienze personali, un articolo del genere potrebbe sembrare ingenuo e idealistico, ma per me è la conferma che in Italia esiste una generazione che sta crescendo fuori da sentimenti sessantottini e al riparo da ideologie estremiste più o meno comprese o interpretate.
Questa generazione guarda alla politica come uno strumento, non come una ragione di vita, ed i suoi miti sono altri, scevri da concetti come “Hasta la victoria” e “Boia chi molla”.
Questi giovani, la nuova generazione, sono un tesoro da conservare gelosamente e da stimolare al confronto costruttivo, senza tentare di soggiogare i loro cervelli con ideologie astruse.

Che ne pensate?

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