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Com’è ormai usanza, in Italia nulla è chiaro.
Non era chiaro quali fossero i candidati premier per PDL e M5S, per esempio. E non lo sapremo mai, perché uno, pur rimontando parecchio, ha comunque perso, mentre l’altro, pur avendo fondato il partito più votato in Italia, ha comunque perso.
E non è chiaro chi abbia vinto le scorse elezioni.
Ha più vinto Grillo o ha più perso Bersani? Oppure è più sopravvissuto Berlusconi?

L’unica cosa chiara è che il rifiuto di Grillo di rilasciare dichiarazioni ai giornalisti italiani è perfettamente funzionale a mantenere l’attenzione di tutti focalizzata su di lui.
Dopotutto è un uomo di spettacolo, no? E quindi sa benissimo come portare avanti il suo show.
Le dichiarazioni roboanti gli hanno giovato in campagna elettorale, quindi perché smettere?

Pare quasi di vedere il pensiero del Beppe Urlante mentre definisce la nuova strategia postelettorale: “Adesso che ho un piede in Parlamento costringo il Babau (B.) e l’Uomo Nero (B.) ad un’alleanza talmente contronatura da far vomitare, ben sapendo che non porterà a nulla e che non saranno mai in grado di cooperare, così potrò continuare a dire: «Vedete? Non sono capaci di governare. Io sono l’alternativa», e poi, alle prossime elezioni, li scalzo completamente.”

La cosa che, però, mi lascia perplesso è che Grillo stesso in Parlamento non ci metterà mai piede. Uno dei Comandamenti che il Movimento Cinque Stelle ha ricevuto quando Beppe andò sul Monte Maggiorasca, in ritiro pre elettorale, è “Non siederà in Parlamento chi è stato condannato”, e lui, lui medesimo, una condanna, purtroppo, ce l’ha. E di conseguenza, in piena coerenza, ha affermato più volte di non essere intenzionato a farsi eleggere o a ricoprire cariche pubbliche.
Però afferma di voler andare lui stesso da Napolitano per le consultazioni. In quale veste, mi chiedo, visto che lui non è mai stato candidato e, a tutti gli effetti, non conta nulla e non ha voce in capitolo per quanto riguarda il Parlamento? Non sarebbe più corretto, trasparente e onesto nominare un portavoce tra gli eletti e mandare lui/lei, e non limitarsi a “nominare” due capigruppo che, in definitiva, portano solo un titolo? Non sarebbe più trasparente far vedere alle persone che, in realtà, sono loro a comandare (come ha sempre sbraitato dal palco) e non lui?
Ma si sa, la tanto osannata trasparenza diventa un concetto vacuo, più o meno indefinito, quando si tratta di applicarla a se stessi.
Quello che Grillo & Co non hanno ancora capito è che loro sono in debito a vita con chi li ha eletti e, in virtù di questa elezione, con tutto il popolo italiano, di cui si sono autonominati paladini.
Ora paladini lo sono davvero, e dovrebbero rendersi conto che non sono più quello che erano prima di essere eletti (almeno i 163 allo sbaraglio). Non possono più permettersi slogan da no global o centro sociale e trovo ridicolo, poco serio e molto triste che la loro prima apparizione pubblica da parlamentari sia una manifestazione no tav. Ma come?! Ora che possono combattere le battaglie dall’interno si permettono il lusso di manifestare al cantiere? Allora che sono stati eletti a fare? A scaldare le poltrone?

Vedo molto entusiasmo per il nuovo, e altissime aspettative nella gente, ma, personalmente, sono poco fiducioso in questo gruppo, incapace, almeno finora, ad abbandonare lo scontro ad oltranza (uno per tutti il neosenatore che dichiara “il nostro programma non è negoziabile”) e la mentalità da lotta partigiana di strada, da guerriglie di slogan.
Sarebbe quasi stato meglio che continuassero ad urlare da cittadini, e non da deputati e senatori, perché per me un parlamentare che si comporta così è sempre stato, è e rimarrà non credibile, ridicolo e poco serio.

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