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Chi detiene un potere appena conquistato è sempre inesorabile.
(Eschilo)

Dopo le scorse elezioni politiche (24-25 Febbraio 2013) l’Italia si è trovata decapitata.
Purtroppo non c’è altro modo per dirlo.
La Nazione, marcescente e incancrenita da vessazioni politiche che toccano ogni livello della cosa pubblica, era andata alle urne per cambiare le cose, per darsi un Capo in grado di cambiare le cose, per non perdere le speranze, ma, per uno strano scherzo del Fato, che certo non chiede permessi, sì è ghigliottinata da sé.
Il risultato delle urne è un Parlamento spezzato in tre tronconi che si schifano a vicenda e si odiano a morte. La Sinistra schifa qualsiasi accordo con la Destra che, zitta zitta, sta a guardare e non si esprime, mentre Monti entra in dissolvenza e il Movimento Cinque Stelle, nella figura del suo leader maximo, Grillo Giuseppe Piero, odia tutto e tutti e schifa finanche l’idea di avere bisogno di qualcuno per realizzare il proprio programma elettorale (non dimentichiamo che si tratta di promesse, non di possibilità concrete).
Ecco, questo è, a grandi linee, l’embrione di Governo Italiano.
Un groviglio decisamente intricato, ma che, con una chiarezza che è quasi un paradosso, porta ad una sola considerazione: in queste condizioni non esiste nemmeno la possibilità di formare un governo che possa svolgere la sua funzione in modo utile.
Che sia un merito o una colpa lo potrà stabilire solo la Storia, ma alla base di tutto questo c’è il fenomeno elettorale del secolo: il Movimento 5 Stelle.

Questo movimento (da non chiamare assolutamente “partito”, sotto pena di scomunica) nasce ufficialmente nel 2009, figlio dell’esperienza da blogger di Beppe Grillo. Il Movimento nasce come un’entità priva di una sede reale, dato che, come recita l’articolo 1 del suo “non-statuto”:

Il “MoVimento 5 Stelle” è una “non Associazione”. Rappresenta una piattaforma ed
un veicolo di confronto e di consultazione che trae origine e trova il suo epicentro nel
blog http://www.beppegrillo.it.
La “Sede” del “MoVimento 5 Stelle” coincide con l’indirizzo web http://www.beppegrillo.it.
I contatti con il MoVimento sono assicurati esclusivamente attraverso posta elettronica
all’indirizzo MoVimento5stelle@beppegrillo.it.
(art. 1, non-statuto del Movimento 5 Stelle, Natura e Sede)

Ora, non so esattamente quale sia la definizione di “proprietà privata”, ma credo che qui ne abbiamo un esempio chiaro, perché:
1 – trae origine e trova il suo epicentro nel blog di Beppe Grillo,
2 – ha sede sul blog di Beppe Grillo,
3 – l’unico autorizzato a ricevere contatti diretti al movimento è Beppe Grillo o gli amministratori del suo blog.

Si noti il denominatore comune.
Segue poi la precisazione che il Movimento non ha scadenza (art. 2).
Suppongo che durerà fino a quando si ricorderanno di pagare per il dominio su internet.

L’articolo successivo stabilisce, senza mezzi termini, che Beppe Grillo è anche il proprietario del contrassegno che identifica il movimento, nonché l’unico a poterlo usare.
Le cose si fanno un po’ più complesse con l’articolo 4, che recita:

Il “MoVimento 5 Stelle” intende raccogliere l’esperienza maturata nell’ambito del blog
http://www.beppegrillo.it, dei “meetup”, delle manifestazioni ed altre iniziative popolari e delle
“Liste Civiche Certificate” e va a costituire, nell’ambito del blog stesso, lo strumento di
consultazione per l’individuazione, selezione e scelta di quanti potranno essere candidati
a promuovere le campagne di sensibilizzazione sociale, culturale e politica promosse
da Beppe Grillo così come le proposte e le idee condivise nell’ambito del blog
http://www.beppegrillo.it, in occasione delle elezioni per la Camera dei Deputati, per il Senato
della Repubblica o per i Consigli Regionali e Comunali, organizzandosi e strutturandosi
attraverso la rete Internet cui viene riconosciuto un ruolo centrale nella fase di adesione
al MoVimento, consultazione, deliberazione, decisione ed elezione.
(art. 4, non-statuto del Movimento 5 Stelle, Oggetto e finalità)

Credo che far tesoro delle proprie esperienze sia uno dei modi migliori di crescere, anche come movimento, ma non capisco perché tutte queste esperienze costituiscano lo strumento per individuare e selezionare chi deve “promuovere le campagne promosse da Beppe Grillo”, e nemmeno perché debba essere specificato che oltre alle campagne promosse dallo stesso Grillo, verrebbero promosse “le proposte e le idee condivise nell’ambito del blog”. In fondo il blog è un’entità virtuale al 100% controllata dallo stesso Grillo, no?
Conosco persone che sono state cancellate ben quattro volte dal blog per aver espresso critiche nei confronti del movimento o delle sue proposte/idee. E non dimentichiamo che fine hanno fatto Tavolazzi e Biolè, Favia e Salsi (quest’ultima addirittura emarginata fisicamente dai compagni di gruppo al consiglio comunale) ed altri.
E proprio in occasione di queste espulsioni si vede la forza dell’articolo 3. Infatti, l’espulsione dei personaggi scomodi (o che non siano sufficientemente indottrinati) avviene mediante la revoca del permesso di utilizzo del logo del Movimento e del nome di Grillo:
“A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l’utilizzo del logo del MoVimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica con riferimento al M5S o alla mia figura. Gli auguro di continuare la loro brillante attività di consiglieri.” Beppe Grillo
(post apparso sul blog di Beppe Grillo il 12 Dicembre 2012)

In poche parole, o fai come dico io o sei fuori.

L’articolo prosegue:
Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.
(art. 4, non-statuto del Movimento 5 Stelle, Oggetto e finalità)
Il totale rifiuto di essere considerato un partito è espresso in modo chiaro e netto: NON è un partito politico, né mai lo diventerà in futuro. Si specifica, inoltre, che esso (il Movimento) vuole provare a realizzare un confronto democratico con un’entità non meglio definita che non abbia legami associativi, che non sia un partito e, soprattutto, senza che ci siano dirigenti o rappresentanti o filtri di qualsiasi tipo (tra il Movimento e l’entità, beninteso).
È solo una mia impressione o tutto questo è come dire “vogliamo essere l’unico intermediario tra cittadino e governo”?
Però, se è vero che riconosce alla totalità degli utenti della rete (con buona pace di chi non usa internet, perché troppo antiquato per essere preso in considerazione) il ruolo di governo forse vorrebbe dire che il Movimento vorrebbe porsi come interlocutore tra gli utenti della rete e gli utenti della rete? Mi pare un po’ confusionario come concetto, ma forse sono antiquato anch’io.
Mettiamo il caso che si parli di mediazione tra cittadini e governo (di pochi) non è altrettanto vero che non riconoscendo nessun partito, circolo, associazione o club a carattere politico, di fatto si pone come unico interlocutore tra i primi ed il secondo? E non è forse vero che sempre pochi sarebbero al governo, anche ammesso che fossero al 100% rappresentanti del Movimento?

In poche parole, noi siamo aperti e democratici, e ci interessiamo a tutti, mentre i partiti no (cosa che è anche vera in parte, ma non andrebbe posta nel documento fondante di un movimento).

L’articolo 5 specifica le modalità di adesione al Movimento, che si limitano ad una registrazione online e ad una successiva accetazione da parte del Movimento stesso dopo una valutazione dell’età (minimo 18 anni), la verifica della non appartenenza ad altri partiti che abbiano scopi ed idee diverse da quelle del Movimento (Il MoVimento è aperto ai cittadini italiani maggiorenni che non
facciano parte, all’atto della richiesta di adesione, di partiti politici o di associazioni aventi
oggetto o finalità in contrasto con quelli sopra descritti – art. 5 non-statuto del Movimento 5 Stelle)

In poche parole, o la pensi come noi o non ti accettiamo.

L’articolo si chiude con:
La partecipazione al MoVimento è individuale e personale e dura fino alla cancellazione
dell’utente che potrà intervenire per volontà dello stesso o per mancanza o perdita dei
requisiti di ammissione.

In poche parole, se ti stufi sei libero di andartene, ma se manifesti idee differenti dalle nostre ti cacciamo via noi (cfr. sopra per esempi).

L’articolo 6 regola il modo in cui vengono finanziate le varie iniziative del Movimento (via contributo libero e volontario).
L’articolo 7, infine, illustra le procedure mediante le quali un membro del Movimento viene designato come candidato per le elezioni.
In occasione ed in preparazione di consultazioni elettorali su base nazionale, regionale o
comunale, il MoVimento 5 Stelle costituirà il centro di raccolta delle candidature ed il
veicolo di selezione e scelta dei soggetti che saranno, di volta in volta e per iscritto, autorizzati all’uso del nome e del marchio “MoVimento 5 Stelle” nell’ambito della propria
partecipazione a ciascuna consultazione elettorale.
(art. 7, non-statuto del Movimento 5 Stelle, Designazione Candidati)
Quindi, il Movimento (ovvero, secondo l’articolo 1, il blog di Beppe Grillo) raccoglie le candidature, le seleziona e le sceglie.
L’investitura avviene mediante l’autorizzazione scritta all’uso del nome e del logo, e nulla più.
È un modo perfetto per gestire eventuali colpi di testa dei candidati. Basta revocare il diritto (magari con una lettera di diffida dell’avvocato) e, puf, non sei più un candidato.
L’articolo, poi, stabilisce i criteri per potersi candidare: cittadinanza italiana, età minima, fedina penale pulita e nessun procedimento penale in corso (nessun accenno a competenze particolari).
Poi c’è il colpo di genio:
L’identità dei candidati a ciascuna carica elettiva sarà resa pubblica attraverso il sito
internet appositamente allestito nell’ambito del blog; altrettanto pubbliche, trasparenti
e non mediate saranno le discussioni inerenti tali candidature.
(art. 7, non-statuto del Movimento 5 Stelle, Designazione Candidati)
Si presti attenzione in particolare a questa parte dell’articolo. C’è scritto che i nomi dei candidati (ormai approvati dal Movimento) vengono pubblicati sul blog e le discussioni in merito sono libere tra gli iscritti. Quindi tutti possono esprimere la propria opinione in merito alla candidatura di, per esempio, Paolino Paperino, ma non c’è scritto da nessuna parte che l’opinione degli iscritti abbia il potere di influenzare l’approvazione della candidatura!

In poche parole, sfogatevi pure, ma tanto la decisione non cambia.

E, per finire, l’articolo lascia una flessibilità alle regole per le candidature, da valutare caso per caso, in base al tipo di elezioni a cui si intende partecipare:
Le regole relative al procedimento di candidatura e designazione a consultazioni elettorali nazionali o locali potranno essere meglio determinate in funzione della tipologia di consultazione ed in ragione dell’esperienza che verrà maturata nel tempo.
(art. 7, non-statuto del Movimento 5 Stelle, Designazione Candidati)

E questo è quanto.

Scorrendo gli articoli si nota un continuo riferimento, più o meno esplicito, al blog come gestore e arbitro ultimo (nonché unico) di tutto quello che avviene d’importante all’interno del Movimento.
Il blog di Beppe Grillo e il simbolo del Movimento, entrambi proprietà esclusiva di Beppe Grillo, costituiscono il fulcro attorno al quale ruota tutto nel Movimento.

In poche parole, si aderisce solo se lo vuole Beppe Grillo, si parla solo con chi dice Beppe Grillo (vedi Favia e Salsi), si pensa e si dice solo quello che è autorizzato da Beppe Grillo (vedi Vito Crimi) e qualsiasi passo falso (per Crimi è solo questione di tempo) viene punito con la scomunica ed il bando.
Queste considerazioni mi fanno sorgere una domanda:
Quando al Movimento 5 Stelle sarà riconosciuto lo status di religione?

Alcuni, per salvarsi dalla superstizione, finiscono col cadere in un ateismo rigido ed ostinato, varcando d’un balzo la vera religiosità, che sta nel mezzo.
(Plutarco)

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