i discutibili

Era.

Avvertiva una vaga consapevolezza di non essere completo, ma sapeva di essere.

Sotto di lui (o sopra, per quello che riusciva a capire) si estendeva un vasto oceano, con onde in costante movimento.

No, non acqua, seppe. Il moto che vedeva/percepiva non era quello delle onde.

Era una corrente, un moto, ordinato e costante, verso un’unica direzione. Fasci di una fievole luminosità si allontanavano da lui (questo lo capiva chiaramente), perdendosi nel moto.

Non c’era orizzonte, non c’era fine e la luce proveniva da ogni lato allo stesso momento.

I fasci di luce vorticavano ovunque, unendosi man mano alla corrente che scorreva in basso/alto.

Le sagome luminose sbiadivano alle estremità, ma al centro risplendevano come scintille.

 

– Benvenuto Id.

– Id? Chi è Id?

– Io/tu/noi siamo Id.

– Dove mi trovo? Ricordo… no, ho la sensazione di essere stato altrove poco tempo fa.

– Il tempo non…

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