Tag

, , , , ,

Il 4 Ottobre scorso è stato presentato al Centro Congressi al Lingotto di Torino il progetto We-Women for Expo.
Come ha spiegato il Ministro degli Affari Esteri Emma Bonino, si tratta di un progetto inserito nel calendario dell’Expo 2015 che ha come obbiettivo il “raggiungere e coinvolgere il maggior numero possibile di donne in tutto il mondo invitandole a esprimersi sul cibo, non solo coltivandolo e cucinandolo, ma anche decidendo quale futuro costruire insieme per le prossime generazioni in termini di sostenibilità per dare il proprio contributo al tema dell’Esposizione Universale del 2015”.
Questo progetto, come si legge nel relativo comunicato stampa, è ispirato dal fatto che le donne sono “depositarie della cultura alimentare, delle tecniche e arti che riguardano il cibo, la sua preparazione, conservazione, e la sua trasmissione” e che sono “produttrici di cibo”.

Questa definizione ha immediatamente scatenato reazioni nel mondo del femminismo, che accusa il Ministero di atteggiamenti sessisti e denigratori nei confronti della donna.
“L’idea della donna legata al nutrimento è completamente falsa e inventata. Io, per esempio, non so cucinare nemmeno un uovo fritto”, così un’attivista che protestava davanti al Lingotto.
Un’altra rincara la dose “Confinare la donna in cucina, è questo il messaggio che vogliono diffondere! L’immagine che presentano dimostra che anche l’Expo è fondamentalmente maschilista e basata su preconcetti preistorici”
Fonti attendibili confermano l’esistenza di un bus pieno di donne a seno nudo in viaggio verso Roma.
Con destinazione Farnesina? Vi terremo aggiornati.

Ha avuto risonanza mondiale la dichiarazione da parte di O. T., figura di spicco della pubblicità organizzata: “Basta, mi vergogno. Non mangerò più prodotti preparati o portati in tavola da una donna!”

Intanto l’arcigay ha annunciato che indagherà sulla presunta parentela della Bonino con la famiglia Barilla. “Sono tutti della stessa pasta”, così il portavoce dell’associazione.
Immediatamente è partita la campagna #boicottaexpo2015 sui principali social network.

Articolo di Guido Lavespa tratto dall’edizione di oggi del “Jogger del Crepuscolo”Women for Expo

Annunci