Un grandissimo dono da una delle migliori menti che io abbia mai conosciuto.

i discutibili

Chiama l’anice assenzio la tua voce

e cerca nel disegno della nebbia

motivi antichi o nuovi, mentre tace

di Milano la rabbia. Non hai mani

che per le tasche, eppure in qualche modo

che non so definire, i fanghi indiani

che raccontavi bevendo caffè

la sera, mentre io bevevo vino

ti facevano più di tanta corsa,

e meno, di questa generazione

di cavalieri di parola identica

strizzati nella morsa cartonata

di copertine. Hanno per cavalli

asini, ma li chiamano destrieri:

tu mescoli le favole di ieri

coi tram, e monti e fiumi, e amore e morte,

e di chimera alata che ti ha dato

talento in sorte non violenti il nome.

Lascia che i venditori di notizie

e annunci di realtà o creme per viso

schiudano paradisi d’eucalpito

yogurt yoga design poltrone e droga

di quella che si compra in farmacia:

non è la terra mia e non è la…

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