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Il Forte di Bard visto dalla Dora Baltea.

Il Forte di Bard visto dalla Dora Baltea.

Bard, 2 Ottobre 2031

Caro F.,
ancora una volta è passato tanto tempo, troppo, prima di avere l’opportunità, anzi, la fortuna di mettere da parte il mio fardello per scriverti due righe.
Me ne dolgo, ma confido che tu capisca.

Come avrai notato mi trovo a Bard, al Forte per la precisione, e se il deretano del mondo avesse un brufolo, allora sarebbe questo luogo.
Siamo lontani da tutto, soprattutto dalle iene e dagli sciacalli: in una parola, dai giornalisti.
Non puoi immaginare quanto siano vili e meschini questi mangiacarogne a due gambe. Abbiamo dovuto lasciare Morimondo praticamente di nascosto (di notte) perché si erano accampati con le tende!!!
Hanno causato notevoli disagi ai monaci che ci stavano ospitando e, alla fine, abbiamo deciso che non potevamo gravare ancora di più sulle spalle ti chi ci aveva usato tanta gentilezza.
Prima di andare, però, ho personalmente scacciato dal nostro gruppo i dieci elementi che si erano aggiunti successivamente.
Uno peggio dell’altro! Tra idee assurde, proposte irrealizzabili e suggerimenti ridicoli (uno per tutti, la capitale itinerante, “perché tutte le regioni possano ospitarla di anno in anno”!) ci hanno fatto perdere più tempo di un’alluvione.
Mi sono preso la mia piccola vendetta scegliendoli per le interviste che avevo promesso.
Ovviamente non avevano alcuna informazione di valore.
Mi è stato riferito che i giornalisti li hanno prosciugati ben bene senza ricavarne nulla.
Ben gli sta!
Qui al Forte ho usato un altro stratagemma  meschino per liberarmi dei giornalisti, lo ammetto.
Saprai che per raggiungere la parte più alta del Forte c’è un sistema di ascensori panoramici.
Bene, un paio di settimane fa ho chiesto ai dieci giornalisti più insistenti di ragiungermi in cima e, dopo essermi accertato che fossero stipati per bene, ho tolto la corrente all’ascensore.
Sette ore in un forno, schiacciati come le sardine, hanno fatto capire anche agli altri che non sono i benvenuti.
E così da quindici giorni lavoriamo in pace.
Non ne vado orgoglioso (due di essi sono svenuti un paio di volte), ma era necessario!

Nelle ultime due settimane abbiamo ottenuto più che negli ultimi tre mesi.
Procediamo spediti nella corsa verso una forma di governo ed una Costituzione quanto più perfette ed eque possibili.
Ti anticipo che l’Italia sarà una Repubblica Presidenziale, sull’esempio degli Stati Uniti d’America, e che le regioni saranno abolite.
Riorganizzeremo l’amministrazione del territorio sulla base di quanto aveva proposto la Società Geografica Italiana quasi vent’anni fa. Ci saranno 36 Province, al posto del centinaio finora esistite.

Alcuni di noi si stanno occupando dell’evasione fiscale. Introdurremo, almeno per i primi anni della nuova Repubblica, delle pene estremamente severe per chi non contribuisce alle casse dello Stato.
Come amano dire tutti: “Se pagano tutti, si paga di meno”.
Per questo motivo sarà prevista la confisca di tutti i beni senza processo per chi è evasore fiscale conclamato, per chi è colpevole di corruzione (sia il corruttore che il corrotto) e per chi fa speculazioni finanziarie fini a se stesse.
Questi soggetti verranno anche ospitati per un periodo nell’Ala Angioina del castello di Gaeta, riadattata all’uopo.
La Caserma XXX Maggio sarà la residenza di quei pochi sovversivi che ancora prendiamo di tanto in tanto e, invece, l’isola Santo Stefano sarà il posto in cui ci dimenticheremo degli appartenenti alla criminalità organizzata.
Siamo anche intenzionati a dotare il nostro paese delle migliori infrastrutture possibili ad oggi. Gli appalti per lavori che comportano investimenti statali superiori al milione vengono affidati solo ad aziende che hanno già lavorato per lo Stato in precedenza, e solo se nessuno nell’azienda ha precedenti penali di alcun tipo, pena l’esclusione ed il commissariamento dell’azienda. Questo ha il duplice scopo di dissuadere coloro che vogliono lavorare dal commettere un crimine, e, contemporaneamente, di garantire allo Stato dei partner affidabili.

Purtroppo in tempi duri e caotici come questi bisogna prendere decisioni dure, per quanto spiacevoli, e la sospensione di alcuni diritti civili è un prezzo accettabile per la prospettiva di una vita migliore, di un bene superiore, il bene della Nazione, e un futuro migliore per le nuove generazioni.

Infine, abbiamo stabilito che noi tutti, le dieci persone che stanno portando una Nazione sulle spalle, rimetteremo i nostri poteri e le nostre cariche provvisorie, nelle mani del primo Presidente italiano eletto direttamente dai cittadini.

So che le anticipazioni che ti ho dato sono poca cosa, e sicuramente arderai di curiosità, ma ti prometto che nel più breve tempo possibile saprai tutto.

Per il bene della Nazione

N.

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