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É splender come stella chiusa in vincoli
il rumore di un gatto quando atterra
turgor fecondo d’un candido seno
circonfuso di numinosità
ciò che distingue la pietra dal sasso
ciò che vede chi, cieco, guarda il sole
ciò ch’ode il sordo al ciglio della rupe.

É l’ombra che ha le chiavi del cancello,
peso di penne di piombo infinite,
l’alma del mondo sospesa all’istante
il rantolo finale d’un pensiero
ciò che cambia nel male quando è bene
ciò che visse due volte solamente
ciò che soffrì pria che nato eppur nacque.

É l’impossibile interno al possibile
costante lavorìo d’un gran miracolo
il Colosso di Rodi senza umani
il mondo intero assurto in una mente
ciò che vive nel bene quando è male
ciò che eleva una morte tra le tante
ciò che dorme in silenzio e lunga attesa.

É costanza senza immaginazione
genio privato di creatività
nembo di noia in nuce nella notte
l’arco lentissimo di decadenza
ciò che muove le gonne dei dervishi
ciò che sta alla radice d’ogni monte
ciò che lega ogni falco alla sua preda.

É totale scoperta di se stessi.

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