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Io vengo dalla terra del brigante
ch’è cinta a meridione dal Petrace,
a settentrione Medma antica giace
e l’Aspromonte guarda da Levante
verso quel mar ch’udì l’antiche preci
d’Ulisse, scaltro e astuto, quanto umano
nel ricercar la gloria delli Greci
per poi languir per anni in viaggio invano.

Tu vivi dove il periglioso Crati
si unisce a suo fratello, quel Busento
che cela i suoi tesori mai trovati,
e fin al mar di Taras scorre lento.
La terra de li Brutti circondata
dai mari dello Ionio e del Tirreno,
in testa porta il Lao di gran portata
ai piedi suoi il Savuto scorre ameno.

Fratelli siam di forma e di sostanza,
il nostro incontro, invero, è fortunato,
perché se la tua alma è di Cosenza
lo spirto mio a Reggio s’è formato.

(scritta durante uno scambio di versi con un originario della provincia di Cosenza)

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