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Bandiera Ucraina

 

Da pochi giorni è in atto una crisi senza precedenti dai tempi della guerra fredda e i mezzi di informazione italiani come reagiscono? Prendono posizione con forza contro un intervento di una nazione che infrange palesemente la sovranità nazionale di un paese confinante? Informano l’opinione pubblica su quello che sta accadendo, verificando le notizie che arrivano dai paesi in questione? Vanno a ricercare fonti attendibili in modo da informare gli italiani su quello che sta succedendo nel modo più preciso possibile?
Danno voce a giornalisti e intellettuali ucraini o a cittadini ucraini di lingua russa, ovvero quelli che Putin intende “difendere” con la propria invasione, usandoli come scusa del tutto infondata?
Cercano di capire se davvero il neo-insediato governo ucraino (insediato da una settimana scarsa) abbia in progetto di perseguitare con leggi ingiuste la “minoranza” russofona in Ucraina?

Nulla di tutto questo.

Facendo un giro tra le più importanti testate giornalistiche online noto che la maggior parte di queste si concentra sul governo italiano relegando la situazione in Ucraina molto in basso alla pagina (con il tristemente divertente caso di Libero, che tra M5S, Renzi e Gentile non sa chi attaccare di più).
Lo spazio dedicato alla “Crisi in Crimea”, come la chiamano quasi tutti (“Invasione russa dell’Ucraina” sarebbe più pertinente, secondo me) è piuttosto difficile da localizzare, benché ampio e pieno di informazioni e “italianissime” inchieste su tutto quello che può essere collegato alla crisi in corso, eccetto, ovviamente, la crisi stessa.

Su “La Stampa” un tiepido Roberto Toscano ci prova, giungendo, tuttavia, a una sorta di ipocrita “Putin ha torto, ma nei mezzi, non nelle ragioni” visto che, secondo Toscano, “prima di tacciarlo di paranoico forse dovremmo cercare di fare uno sforzo di obiettività e ammettere che l’incoraggiamento occidentale agli attivisti antigovernativi della Maidan non è stato certo né discreto né di basso livello”. Quindi la colpa è, in parte, anche dei Paesi occidentali, proprio come afferma Yanukovych nella sua richiesta di intervento armato a Putin durante la riunione del Consiglio delle Nazioni Unite di ieri sera (troverete il testo qui).

Su “Libero” troviamo l’editoriale di Maurizio Belpietro. Anche qui è l’incoraggiamento occidentale (sarebbe più corretto dire Europeo in questo caso) il principale motore di Putin. E l’autore rimprovera all’UE il suo non intervenire, evitando, però, di esprimere un’opinione personale se non quella del “faccia l’Unione Europea”. Naturalmente non poteva mancare un richiamo a Obama, anche lui reo di “procurata rivoluzione”.

Giampiero Gramaglia, su “Il Fatto Quotidiano”, non è da meno, e anche qui la colpa è dell’occidente. Di nuovo c’è che Gramaglia sottolinea (con tanto di link a relativo articolo) che la destituzione di Yanukovych è stata illegittima, così come è illegittima anche l’infrazione della sovranità nazionale ucraina da parte della Russia (si sa che in Italia l’idea di eliminare un tiranno è stata abbandonata nel 44 a.C., visto i rislutati dell’epoca). In effetti, come avete capito, di nuovo non c’è nulla. Anche Gramaglia dice “avete tutti torto e tutti ragione” e conclude con un ipocrita versione internazionale di “volemose bene”.

Più o meno in linea con quanto pare essere la linea scelta dal governo italiano, secondo quanto riferisce, da dietro un velo critico poco “velato”, Claudio Cerasa su “Il Foglio”.
A quanto pare il governo italiano tenta di portare avanti l’idea della “soluzione federale”. Più o meno come dire: “Cari ucraini, la Russia sbaglia ad invadervi, ma già che c’è perché non evitate ulteriori problemi accettando di dividervi dalla Crimea?”.

Franco Venturini, sul “Corriere della Sera”, sostiene che l’Europa è indecisa e divisa tra “Vecchia Europa” (dipendente dalla Russia per le forniture energetiche) e “Nuova Europa” (paesi già sotto influenza russa e, secondo Venturini, ipso facto anti russi per partito preso).
Ma anche qui la presa di posizione latita.

Trovo vergognoso che in Italia ci siano prese di posizione da parte di opinionisti, editorialisti, giornalisti pomposi e manifesti di sedicenti intellettuali sbandierati ovunque per le più piccole puttanate e che in un momento di gravissima crisi internazionale come quella attualmente in corso in Ucraina nessuno spenda una parola.
Forse è proprio vero che se non c’è un “nemico interno” da attaccare, se non c’è un modo per usare una presa di posizione “contro” qualcuno, l’intellighenzia italiana non si perita di tacere.

 

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