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Credo che sia un dato di fatto per chiunque in Italia che l’arte di fare politica è una cosa degenerata al punto da non poter essere più definita in modo chiaro e univoco.
Tuttavia, penso anche che la Politica in sé non sia il problema, quanto, piuttosto, coloro che la praticano.
Un po’ come il Cristianesimo, che per alcune menti semplici rappresenta il male perché alcuni suoi membri si sono macchiati di crimini osceni e orrendi. Non è la Chiesa, in questo caso, il male, ma alcuni degli individui che la compongono. Penso che sia una cosa abbastanza comprensibile a chi abbia la capacità di ragionare oggettivamente.
A tal proposito vorrei citare Gilbert Keith Chesterton: “L’ideale cristiano non è stato messo alla prova e trovato manchevole: è stato giudicato difficile, e non ci si è mai provati ad applicarlo.”
Credo che, mutatis mutandis (che non vuol dire “cambiatevi le mutande”, cit. Giuseppe Grillo ma non il comico), la stessa cosa si possa dire di chi, come me, non si è mai interessato alla politica, non per farla, ma per conoscerla. La Politica non è, in sé, non necessaria o sbagliata, bensì è difficile da cogliere nella sua vera essenza, e sono convinto che come me moltissime altre persone vedono della Politica solo gli effetti di chi la esercita male e con arrogante egoismo, senza riuscire ad andare oltre.

Esistono, però, persone che si interessano attivamente alla Politica, e molte anche tra i blog di wp.
Vi chiedo un favore che so non essere facile: spiegatemi, se vi va, le differenze che esistono tra la politica “di sinistra” e “di destra”.
E non parlo della posizione in cui i rispettivi rappresentanti siedono in Parlamento, ma di valori, di ideali, di desideri e di impegno sociale e di governo.

Oggi sempre più politici, intellettuali e giornalisti “di sinistra”, per esempio, usano linguaggi e termini che solitamente si associano alla “destra”, e viceversa.

Voi che siete nati dopo la Guerra, voi che avete fatto il ’68, voi che frequentate i circoli politici, voi che siete tesserati, voi del movimento cinque stelle (che pure dovreste sapere cosa muove il nemico), voi che vi ritrovate nelle sezioni e nei gazebo per raccogliere firme, ditemi… perché avete fatto o fate quello che avete fatto o fate? Cosa vi ha spinto a esercitare ruoli politici (non necessariamente di primo piano)? Se siete “di sinistra”, perché lo siete? E se siete “di destra”? O avete scelto di evitare entrambi e di schierarvi con la nebulosa dei “centristi”?
C’è un ideale o un valore in cui vi riconoscete o le vostre scelte, come per i tesserati del M5S, nascono semplicemente dalla volontà di stare dalla parte di chi è “meno peggio”?

So che non è semplice rispondere a questa domanda, ma so anche che se deciderete di rispondere lo farete con convinzione.
Una sola cosa vi chiedo: risparmiatemi un esordio del tipo “Non sono un esperto di politica, ma…” perché non sopporto la modestia ipocrita 🙂

Grazie per aver letto e per il commento.

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