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Italiano che vivi con la testa sempre rivolta al passato (e che quasi sempre conosci malissimo): Ma quanti calci in faccia devi prendere ancora prima di svegliarti?

Non basta essere governato da una classe politica che di te si cura quanto di un peto di cane?
Quelli ti GOVERNANO, in nome del cielo! Decidono per te!
E tu che fai? Abbassi la testa e taci.

Non basta essere informati da una classe di giornalisti che ogni giorno trasforma la verità nell’ancella della sensazione?
Quelli ti INGANNANO, in nome del cielo! Decidono cosa devi sapere, e come e quando!
E tu che fai? Ti compiaci di essere scaltro e taci.

Non basta essere portati dai mezzi di comunicazione a credere che andare in palestra sia più importante di leggere e capire?
Quelli ti ILLUDONO, in nome del cielo! Decidono cosa devi volere!
E tu che fai? Ti compiaci di apparire bello e taci.

Non basta essere inondati da case editrici che ti propinano sempre la stessa merda scrita in modi diversi, perché tanto lo sanno che sei un coglione?
Quelli ti ADDORMENTANO, in nome del cielo! Decidono cosa ti deve interessare!
E tu che fai? Finanzi scrittori scadenti e taci.

Ma è un appello senza speranza.
Infatti, come si può pensare che l’Italia sia capace di produrre ancora delle personalità forti e dignitose che sentano il polso della società a che siano in grado di parlare all’opinione pubblica in modo diretto e senza retoriche di partito o slanci da rivoluzionario assetato di sangue?
Ogni rivoluzione nasce sempre nelle menti degli intellettuali di un paese, così come ogni guerra è vinta o persa sempre dalle menti dei generali, indipendentemente da quanto sangue venga sparso per inzuppare i campi di battaglia.
E l’odierno panorama italiano è desolante da questo punto di vista.
Non c’è uno, e dico uno, che emerga dalla folla di sedicenti pensatori quale campione sincero di valori come onestà, onore, decoro o giustizia.
Al contrario! Ad ogni occasione o anniversario tutti si precipitano a tirare fuori dai loro cassetti personalità ormai ammuffite e sepolte da tempo (Berlinguer è l’ultimo di una lunga, infinita serie) per usurpare la loro reputazione a sostegno di posizioni ovvie, trite e ritrite e, di solito, talmente lontane da quella che è la vita reale di milioni di persone da essere ridicole.

La memoria e la reputazione di pensatori del passato devono essere oggetto di studio e devono essere conosciute, assolutamente, ma è da idioti e sprovveduti portarli come esempio in una società del tutto differente da quella in cui loro vissero e operarono.

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