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Da Marco Caelio a Publio Caelio.

Amatissimo fratello, spero tu stia bene, perché se così è, sto bene anch’io.

Ti prego di perdonarmi se per oltre due anni non ti ho fatto avere mie notizie, ma finalmente sono riuscito a trovare del papiro decente che, solo gli dei sanno come, ha trovato una via per raggiungere la fine del mondo e cercherò di rimediare alla mia mancanza.

Sì, la fine del mondo, fratello. Da due anni sono stanziato a Castra Vetera, e sia ringraziato il Padre Giove se questo fato è toccato a me e non a te. Sei sempre stato quello tra noi due dal cuore più tenero e sensibile. Però questo posto, fratello mio, questo posto mi sta insegnando la paura dell’incertezza e il terrore del buio. Lo chiamano limes e si accontentano di questo, quasi che il suono e il significato di una nostra parola possa tenere lontane la follia e l’insensatezza di chi è così tanto diverso da noi come lo è un leone da un mastino.

 

Potrete leggere il testo per intero qui.
Buona lettura e non esitate a dirmi che ne pensate.

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