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In questi giorni si sta facendo un mare di pubblicità gratuita a uno scrittore italiano, Aldo Nove.

Per favore, non continuiamo a considerare questo elemento un poeta. Aldo Nove NON è un poeta. E’ un tizio che a volte scrive in colonna, punto e basta. E’ grazie a imbrattacarte come questo qua che qualunque cane in Italia oggi si sente in grado di scrivere poesie.
Aldo Nove non scrive poesie; scrive, spesso andando a capo a caso, cose pessime, brutte, banali e insulse, tipo questa:

Adesso è questa
bolletta dell’Enel. Luglio
millenovecentottantotto, il due. Sull’
orologio le
diciannove e quarantacinque non sono una ragione
per nessuno, oltre
le mani che stringono senza capire il foglio
del conguaglio, rosse
le linee che contengono le cifre. E alla storia
consegno questo. Né
testimone di me o del mio tempo
vedo inerpicarsi nello stretto dovere
che ancora sgretola tempo e tempo dalle persiane,
dove il deserto è una goccia
che dall’infanzia prorompe
in questa cucina

Provate a leggere sta cosa oscena rispettando le pause. Se improvvisamente scoprite di balbettare non è colpa vostra… sono gli a capo messi a cavolo. Trascurando, ovviamente, le immagini metaforiche brutte come l’alitosi…

Se questa per voi è poesia allora siete malati di mente.
Aldo Nove rappresenta quella triste figura di “innovatore”, dove per “Innovazione” si intente assenza di qualsivoglia regola o equilibrio e sovrabbondanza di pessimo gusto e pseudo-emozioni mal digerite. Anzi, qualcuno lo considera “avanguardia” o “neo-avanguardia”, perché fa figo usare questi termini e perché da decenni, ormai, non esistono correnti letterarie in Italia.
L’Aldo Nove “poeta” non è altro che un fenomeno editoriale, nulla più. Lui, come il resto dei “cannibali”, ha abusato della trasgressione al punto da farla diventare banale e svuotarla di qualsivoglia significato. E ha trasportato questa banalità banale nel panorama poetico italiano, complici gli editori (Einaudi in primis), ovviamente, sempre frettolosi nell’osannare questo o quel “genio”, purché vendibile a un pubblico sempre più ignorante. Diciamo che è un Volo per gli snob e per la gente sostenuta (di solito a torto).
Aldo Nove non è un poeta. Un narratore, forse anche bravo, ma per nessuna ragione un poeta.

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