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Questa storia parla di due uomini e un problema.

Gli uomini sono Mimmo Lucano e Matteo Salvini e il problema è l’immigrazione.

Mimmo Lucano è sindaco di un piccolo comune calabrese, Riace, e sempre in Calabria ha svolto la sua intera carriera politica.

Matteo Salvini è Ministro dell’Interno, con una carriera politica divisa tra Milano, il Parlamento italiano e quello europeo.

Il rapporto di potere tra i due è chiaramente favorevole al milanese.

L’unica cosa che accomuna i due uomini è che entrambi hanno abbandonato gli studi prima della laurea (Lucano dopo 4 anni di Medicina, Salvini dopo 16 anni tra Scienze Politiche e Storia) e che entrambi hanno deciso di affrontare il problema dell’immigrazione. Le somiglianze finiscono qua (escludo, ovviamente, il fatto che entrambi abbiano due gambe, due braccia, ecc.).

Lucano è conosciuto in tutto il mondo per aver sperimentato un modo di gestire l’immigrazione che funziona bene e per il quale ha ricevuto riconoscimenti da ogni parte del globo.

Salvini è conosciuto in tutto il mondo come capo di un partito populista con tratti estremisti/razzisti molto pronunciati.

Però, come dicevo, il rapporto di potere tra i due è notevolmente sbilanciato.

Accade così che il 2 ottobre 2018 Mimmo Lucano viene posto agli arresti domiciliari e fatto decadere dalla posizione di Sindaco con un impianto di accuse che all’interno dello stesso mondo giuridico viene descritto come ridicolo. Restano in piedi due accuse: aver favorito un matrimonio combinato per far ottenere a una donna straniera la possibilità di restare in Italia e aver forzato una procedura di assegnazione della gestione dei rifiuti del suo comune.

11 giorni dopo arriva l’ordine, partito dal Ministero al comando di Salvini, di smantellare il Modello Riace e di deportare, entro 60 giorni, gli immigrati che vi partecipano (ad ora non si sa con quale destinazione o modalità).

Questi sono i fatti.

Ora, io mi sono fatto un’idea di tutta questa storia.

A Matteo Salvini, politico che fin dal 1990 ha fatto dell’odio il suo strumento di propaganda elettorale (prima contro i meridionali, colpevoli di impoverire il ricco Nord, dopo contro gli immigrati colpevoli di impoverire la ricca Italia), deve essere venuto un colpo quando ha appreso che il cosiddetto “Modello Riace” funziona. Deve essere inorridito quando ha visto che esiste un modo per affrontare il problema immigrazione (non “risolvere”, ma affrontare) che non implichi la trasformazione degli italiani in bestie razziste assetate di sangue straniero. E deve aver capito che se gli italiani vedono che gestire gli immigrati è possibile (addirittura con conseguenze positive per il territorio), il suo bacino elettorale ne verrebbe notevolmente assottigliato (perché, in fondo, gli italiani sono ignoranti, ma non sono malvagi o disumani).

Quindi ha deciso di porre fine a tutto sfruttando la propria posizione dominante e in quel preciso momento, per me, ha trasformato Mimmo Lucano in un gigante e se stesso in un vigliacco terrorizzato

 

Sì, signori, per come la vedo io il Ministro degli Interni della Repubblica Italiana ha una paura fottuta, un cieco terrore del Sindaco di Riace e di quello che rappresenta.

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