pagine e giorni

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Vorrei colmare di versi,
dolci versi, versi d’amore,
mille e mille pagine.
Mille giorni e ancora mille
vorrei adornare con parole di passione.

Perché per te e te soltanto
respira il cuore e danza la ragione.

Non ho che questo bocciolo,
questi piccolo fiore,
che ringrazia l’universo
per te.

Privacy, Immuni da Google?

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In questi giorni si parla molto di privacy e protezione dei dati personali a causa dell’app “Immuni”, app che serve al tracciamento dei contagi da coronavirus.

Ovviamente in molti si sono scatenati a far notare che è sciocco scandalizzarsi per una presunta invasione della privacy da parte di “Immuni” quando, praticamente ogni giorno, cediamo gli stessi diritti di accesso ai nostri dati ad altre applicazioni (giochi, Faceapp, test e quiz vari, ecc.) nonché a social network come Facebook, TikTok, Instagram e ad app di messaggistica istantanea come Whatsapp, Telegram, Wechat, ecc.

Credo che le persone si scandalizzino e siano preoccupate soltanto perché “Immuni” non è divertente, mentre il resto lo è (e quindi si sorvola tranquillamente sui diritti legati alla privacy).

Ma quanti dei nostri dati restano davvero conservati in rete? Sono davvero molti e, di seguito, esaminerò alcuni dei dati che restano conservati nei server di Google.

Avete mai attivato il servizio di tracciamento della vostra posizione su Google? Allora, molto probabilmente, rimarrete sorpresi da quanti dati restano archiviati, perché Google registra la vostra posizione ogni volta che accendete il vostro telefono (o quando la posizione si aggiorna automaticamente). Potrete vedere una timeline di tutti i posti in cui siete stati fin da quando avete attivato la localizzazione cliccando su questo link.

È possibile vedere dove siete stati e tutta una serie di informazioni aggiuntive (a che ora del giorno siete stati in un determinato posto, quanto ci avete messo a raggiungerlo, ecc.)

Google sa anche tutto quello che avete cercato (e anche tutto quello che avete cancellato).

Infatti, la cronologia delle ricerche è conservata su tutti i dispositivi che utilizzate col vostro account. Ciò significa che se anche cancellate la vostra cronologia di ricerche da un pc, Google può aver conservato quella cronologia sul vostro telefono o sul vostro tablet (o su altri pc su cui vi siete collegati col vostro account).

Per vedere i vostri dati cliccate su questo link.

Inoltre, Google possiede un vostro profilo per la personalizzazione degli annunci pubblicitari. Questo profilo è creato in base alle vostre informazioni personali, inclusi luogo di residenza, genere, età, hobby, carriera lavorativa, interessi, relazione personale, salario e, addirittura, informazioni come una stima del vostro peso.

Qui potrete vedere il vostro profilo.

Google conosce anche tutte le app che utilizzate, perché salva informazioni da ogni app ed estensione che utilizzate. Registra quanto spesso le utilizzate, dove le utilizzate e con chi interagite quando le utilizzate. Quindi Google sa con chi parlate su Facebook, con quali paesi parlate e, ovviamente, anche a che ora andate a dormire.

Per vedere quali app avete autorizzato ad accedere al vostro account cliccate qui.

Google conosce tutta la vostra cronologia di Youtube (ricerche, visualizzazioni, commenti, e..), quindi probabilmente conoscerà i vostri gusti musicali, la vostra posizione politica, la vostra fede religiosa, se siete depressi, ansiosi… insomma, si può creare un profilo personale piuttosto accurato in base ai contenuti che un utente visualizza su Youtube.

Per vedere i vostri dati cliccate qui.

Per sapere quanto materiale vostro o relativo a voi Google conserva è possibile utilizzare l’opzione per scaricare tutto (io l’ho fatto e ho scaricato 16GB di dati).

C’è dentro di tutto. Preferiti, e-mail, contatti, i file di Google Drive (questi hanno aumentato molto i miei GB scaricati), i vostri video di Youtube, le fotografie scattate col vostro telefono, le aziende da cui avete acquistato qualcosa (usando Google), e molto altro.

Inoltre sono conservati dati relativi al calendar, alle sessioni di hangout (se lo usate), i siti che avete creato, le pagine che avete condiviso, quanti passi fate al giorno (se avete attivato la relativa app).

Per accedere alla vostra pagina cliccate qui.

Quest’ultima funzione è disponibile anche per Facebook. Il file scaricato includerà tutto quello che avete caricato o scritto (foto, post, messaggi, contatti, ecc.)

Qui potete vedere come si fa.

Come potete vedere, molto spesso non si è a conoscenza di cosa resta conservato su di noi sui vari siti su cui ci registriamo o dalle app che utilizziamo.

C’è, però, una novità importante. Da oggi Google ha implementato la cancellazione automatica dopo 18 mesi di tutti i dati salvati relativi all’account di un utente. La cosa è automatica per tutti i nuovi account, mentre chi ha già un account deve impostarlo manualmente (lo potete fare qui). È possibile impostare la cancellazione automatica dopo 3 mesi oppure dopo 18 mesi.

Respiro

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Ti vedo nell’infinito istante che precede l’alba, impressa nel ghiaccio e nella neve.
Hai un nome?
Cos’è un nome, se non un confine tra ciò che sei e ciò che il mondo vuol farti essere?
Quando il vento soffia nella direzione giusta, hai un nome,
quando il tramonto avvolge l’anima coi suoi gialli, rossi e rosa, un altro,
e in quel volto pensoso affacciato alla finestra, un altro ancora che svanisce rapido,
come il tuo respiro sul vetro.

Quando afferri la mia mano

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Quando afferri la mia mano, è quella di mio padre,
callosa e rude, del cacciavite e della zappa,
che stringe e libera, che accarezza e trattiene;
quando parli al mio cuore, è quello di mia madre,
che ascolta e non giudica, che ama e non dimentica,
che batte per me, per te, che comprende tutti.

Alba, meriggio, tramonto

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Ho camminato nel fuoco,
lingue ardenti lambivano occhi, naso, labbra, capelli,
spalle, braccia, polsi, mani,
petto, schiena, fianchi, cosce, piedi,
ero fuoco e non mi sono bruciato.

Ho visto il mondo con gli occhi del falco, è tutto più bello dall’alto,
folli spirali e vertiginose,
sempre più in alto, a sfiorare le nubi,
sempre più in alto, a vedere il mondo intero,
sempre più in alto, in mezzo alle stelle,
ero universo e non mi sono perduto.

Ho respirato le stagioni
la rosa, il geranio, l’azalea,
l’agapanto, il gladiolo, la petunia,
l’ortensia, il ciclamino, la dalia
l’elleboro, la camelia, il bucaneve.

E sempre c’eri tu,
tu che sei fuoco, falco, agapanto,
tu che sei alba, meriggio, tramonto,
tu che sei ieri, oggi, domani.

Sempre

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Persuggo, non più infante, dal seno della memoria
miele amaro e dolce fiele, vita morta e morte viva,
amore e odio e amore e odio e amore,
e ancora amore,
e tu, non più cenere dispersa di ricordi di ricordi,
amata un tempo e amata ancora e sempre,
fulcro di promesse, di vita in morte e morte in vita,
miracolo concesso solo a pochi,
tu chiudi gli occhi,
condividi con me la tenerezza di giorni andati,
andati eppure eterni.

Online il mio sito da traduttore

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Qualcuno di voi forse saprà che sono un traduttore freelance.
Negli anni ho lavorato a numerose traduzioni, soprattutto letterarie, ma non solo.
Sono bilingue (tedesco/italiano) e sono fluente in inglese.
La mia carriera di traduttore è iniziata per caso.
Nel 2006 un amico mi ha chiesto se avessi voglia di tradurre un romanzo dal tedesco all’italiano. All’epoca lavoravo in un ufficio, ma l’idea mi intrigava e, così, ho accettato. Complice anche l’inesperienza, quella traduzione ha richiesto un intero anno di lavoro.
Poi, per diversi anni, la cosa sembrò essere finita lì.
Fino a quando non sono stato contattato da una casa editrice per un nuovo lavoro. E da lì in poi non mi sono più fermato.

San Girolamo (1605-6), Caravaggio

A oggi ho tradotto numerosi romanzi, manuali e saggi e, di recente, ho terminato la mia traduzione più prestigiosa (che è in fase di pubblicazione, quindi ancora non ne voglio parlare). Non appena sarà pubblicata vi aggiornerò.

Tuttavia, il mio lavoro come traduttore non si limita alla letteratura.
Ho tradotto anche pratiche automobilistiche (dal tedesco) e i più disparati articoli di riviste per clienti impegnati nella stesura della propria tesi di laurea.
Di recente ho messo online il mio sito dedicato alla traduzione, Tradurre. Perché la carne non è pesce.

Vi potrete trovare l’elenco delle opere che ho tradotto e, col tempo, una serie di articoli che descrivono il lavoro di un traduttore (ma niente spiegoni sulla teoria della traduzione o sulle tecniche di traduzione, non temete).