Io sono ciò che resta dopo il niente

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Io sono ciò che resta dopo il niente.
Mi avevano piegato alla follia,
avevano spezzato la mia mente,
eterna e ineluttabile agonia.

Non più che somma, sempre sofferente,
d’ascoste qualità, allegoria
d’una stella cattiva, deludente
nel suo non essere la retta via.

Oro e miele. Un angelo di morte.
Sepolto con le cose fatte bene,
mentre il male rimane mille volte.

Non si sceglie il dolore, perché viene
per non andare più. Maligna sorte
in questo inferno di splendenti tenebre.

Annunci

Le quattro spade

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Quattro spade trafiggono la vita:
aspettativa, päura e speranza,
le tre sorelle che hanno tra le dita
ogni destino, e la crudele danza,

la dolce e amara condanna infinita,
la morte che, feroce, sempre avanza,
colei che sembra docile e compita,
lei, l’amore, l’eterna discrepanza.

Lame che affliggono il più valoroso,
tagliano, squarciano, spezzano l’anima,
rendono ogni pensiero doloroso.

Lasciano l’illusione d’un domani,
anche l’oscuro ha il suo lato luminoso,
ombre, peccati, nebbie e sforzi vani.

Sogno

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Quando si fa più labile il confine,
quell’attimo d’eterno tra ‘l mortale
ed il divino, tutto si comprime,
trascende il mondo, tutto è liminale.

Si squarcia, allora, quel velo sottile,
il manto che protegge dal rëale,
e tutti i sogni iniziano a flüire.
Un fiume di cui mai si vide uguale.

E sono come un bacio che si invola
soltanto per disperdersi nel vento,
carezza delicata che consola

che, pure, è solo causa di tormento,
un angelo spezzato che s’immola
invano, senza un minimo lamento.

Le visioni non cessano.
Ecco apparire un sorriso radioso,
su un volto dolce, fiore rigoglioso,

lo sguardo luminoso,
(Non chiudere i tuoi occhi, te ne prego,
per certo ne morrei!) bello e sincero.

Stelle scure. Dispero
al mio risveglio di vederle ancora.
D’un tratto la tristezza mi divora,

di colpo l’alma è sola.
Un vuoto colmo di disperazione
di nulla e niente, di desolazione.

Di fiori e stelle

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

È quasi liquido quello splendore
che la piccola stella, dolce e lieve,
concede a questo stanco e vecchio cuore,
puro manto che avvolge come neve.

La lotta nell’inferno fosco e greve,
che brucia e si consuma nel torpore,
resta un istante, freme, ma non cede.
Nessuna luce fermerà l’orrore.

Eppure, quell’istante è senza fine,
raccoglie in sé stesso una vita intera,
scrigno prezioso d’amore sublime,

di libertà e meraviglia vera,
di gioie, di profondità divine,
di ämicizia e verità sincera.

L’alma torna nera,
non brilla più la stella nel suo cielo.
Non vive un fiore che non abbia stelo.

Un velo di dolcezza

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Un giorno s’apriranno i dolci petali,
cancelli verso un mondo di dolcezza,
avvolgeranno il tempo come seta,
gentile il tocco, quasi una carezza.

Sarà l’eternità, l’ambita meta,
rinchiusa in un istante d’interezza,
attimo che nascendo si completa,
immenso, fino a quando non si spezza.

E allora un urlo salirà nel cielo,
un’armonia vibrante di potere,
un inno che fa fremere lo stelo,

scuotendo il fiore rosso di piacere.
Allora il sonno abbasserà il suo velo
sui dolci amanti e sulle loro sere.

E nella notte una visione

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

A volte il velo si fa più sottile.
Scorgo allora, tra palpebre socchiuse,
un volto, un sorridere gentile,
occhi intensi, invidiati dalle muse,

e lentamente sogno, tra le spire
brumose, le sembianze ancor confuse
d’una stellina. Vederla m’uccide,
eppure mi conforta la sua luce.

S’accosta ancora un poco la visione,
ed ecco che quel manto disappare
lasciandomi accecato dal candore

di neve e grana! Non oso guardare
quando due lingue di fumo incolore
unite danno vita ad un altare.

Un timido parlare
diventa una preghiera alla dolcezza
che, tosto, si dissolve in una brezza.

Lacrime

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Gocce di pioggia. Cadono. Pensieri.
Scorrono come polvere nel vento
fragili come tenui fumi neri,
come schiuma nel vasto firmamento,

senza memoria di ciò che fu ieri,
senza sentore di ciò che è in avvento.
In un punto s’incrociano i sentieri,
immagine ricolma di tormento.

Nell’alma si diffonde il suo tepore,
è dolce e delizioso il suo sorriso,
e quello sguardo, pieno di candore.

Ma il fiore del mio cuore è già reciso,
sepolto in una tomba senza nome.
Non è per me vedere il paradiso.

Le lacrime sul viso,
soltanto sale che brucia negli occhi.
L’amore annienta chiunque lo tocchi.

Tu

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Tu, dunque, vieni nel mio mondo terso,
la zona di conforto che mi regge,
recando teco un intero universo
stracciando e devastando ogni mia legge?

Tu chi sei? Tu, sorriso e sguardo intenso,
che accendi un’alma ormai ridotta in schegge?
Con quale scopo desti un mondo perso
non più capace di parar le frecce?

Tu, che mi rendi misero… perché?
Qual è il messaggio nella tua presenza?
Ché, forse, c’è speranza anche per me?

Arrenditi! Ormai so stare senza.
Eppure, un sogno che parla di te
è impresso a fuoco in fondo alla coscienza.

Un balsamo che copre le ferite

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Un balsamo che copre le ferite,
pioggia vitale sulla pelle stanca,
riporta in vita cose ormai sopite
donando a un cuore solo ciò che manca.

Rinasce allora il mondo d’Afrodite,
dea di bellezza e dell’amor ch’incanta,
labbra socchiuse, movenze compite,
trine dorate sulla neve bianca.

Dolce trascorre, accorta e delicata
la brezza che rimembra l’agapanto,
il tiglio e pur l’ortensia colorata

dona un sospiro, un attimo infranto,
ma nulla più. Trascorre in una fiata
l’istante che ben presto muta in pianto.

É quando torno a casa in solitudine

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

É quando torno a casa in solitudine
che il mondo perde il suo significato,
rinchiuso in un castello di virtù
presunte, ma ch’io stesso ho designato

il luogo del conforto più sicuro.
Eppure è quello più falsificato.
A nulla serve il vigoroso muro
che esclude tutto e lascia segregato.

Il fiume senza fine di presente,
non ieri, non domani, solo adesso,
è un vuoto, la prigione della mente.

Non si combatte contro il tempo stesso.
Eppure mentre avvengo solamente
affondo in uno sguardo, il mondo in esso.